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GDPR: il Garante Francese multa Google per 50 milioni


MARTEDÌ 22 GENNAIO 2019 - 12:10


Ecco una "vittima" illustre del GDPR: Google. L'Autorità Nazionale Francese per la protezione dei dati ha annunciato ieri una sanzione da circa 50 milioni di euro nei confronti del colosso per violazione delle disposizioni del GDPR, il Regolamento europeo per la Protezione dei Dati. Nel dettaglio Google è stato riconosciuto colpevole di "mancanza di trasparenza, informazione inadeguata e mancanza di un valido consenso riguardo la personalizzazione degli annunci pubblicitari" da far visualizzare agli utenti. 

La pronuncia del Garante francese è arrivata in conseguenza ai ricorsi presentati da due associazioni no-profit: None of Your Business (NOYB) e la Quadrature du Net. Le due associazioni sostenevano che Google non disponesse di una base giuridica valida per il trattamento degli utenti: in particolare l'attenzione era rivolta ai fini pubblicitari mirati. Secondo la stampa francese, questa è la prima sanzione contro Google da quando è entrato in vigore il nuovo Regolamento. Due sono stati i principi cardine del GDPR violati da Big G: la trasparenza e il consenso. 

Trasparenza:
secondo il Garante francese il motore di ricerca rende troppo complesso per gli utenti la ricerca di informazioni essenziali, quali le finalità del Trattamento dei Dati, il periodo di conservazione dei dati e le categorie di dati personali usati per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Il Garante si è concentrato sul fatto che queste informazioni sono eccessivamente disseminate in svariati documenti, con una serie di collegamenti e link che richiedono, alla fine, ben 6 diverse azioni per ottenere queste informazioni basilari. E anche una volta trovate, le informazioni non sono sufficientemente chiare e comprensibili, ha aggiunto il  Garante. 

"Gli utenti non sono messi in condizione di comprendere pienamente la portata delle operazioni di elaborazione effettuate da Google" afferma la Commissione. "Similmente, le informazioni comunicate non sono sufficientemente chiare da far si che l'utente possa capire che la base legale su cui poggiano le operazioni di elaborazione per la personalizzazione degli annunci non è l'interesse legittimo della società, ma il consenso dell'utente"

Consenso:
in questo campo, molto semplicemente, il Garante francese ha ritenuto non valido il consenso ottenuto dagli utenti per il trattamento dei dati a fine di personalizzazione degli annunci pubblicitari. Secondo la Commissione francese infatti, la facoltà per Google di personalizzare gli annunci è pre-spuntata quando si crea un account, rendendo nei fatti impossibilitati gli utenti a negare l'elaborazione dei propri dati personali ai fini di personalizzazione pubblicitaria: fatto apertamente in contrasto con i dettami del GDPR. Nel dettaglio la caselle di "Accetto i termini di servizi di Google" e "Accetto il trattamento delle mie informazioni come descritto sopra e ulteriormente spiegato nell'informativa privacy" sono selezionate di default al momento della creazione degli account. 

L'ammontare della sanzione
50 milioni di euro costituiscono una multa salatissima. In realtà solo apparentemente, se teniamo di conto il fatto che stiamo parlando del colosso Google. Infatti, rispetto alla sanzione massima prevista dal GDPR (20 milioni di euro o il 4% del fatturato globale annuale della società a seconda di quale sia più alto) la sanzione è piuttosto contenuta rispetto ai massimali previsti dalla legge. 

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